DA FARE!
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La tonsillectomia è la rimozione chirurgica delle tonsille palatine. Esse sono situate tra i pilastri palatini nella parte posteriore del palato molle.
Si ritiene che le tonsille fungano da prima linea di difesa del sistema immunitario contro batteri e virus che entrano nella bocca. Una volta la tonsillectomia era una procedura comune per trattare l’infezione e l’infiammazione delle tonsille (tonsillite).
La chirurgia demolitiva dei tumori della testa e del collo può beneficiare della ricostruzione del difetto anatomico mediante la trasposizione di tessuti adiacenti o distanti alla zona da ricostruire, chiamati lembi. Questi tessuti devono presentare dimensioni e caratteristiche adatte a supplire il difetto lasciato dalla rimozione del tumore. Grazie alla ricostruzione del difetto anatomico si riesce infatti ad ottenere un ottimo risultato sia estetico che funzionale.
L’intervento chirurgico di ricostruzione può essere eseguito subito dopo la rimozione del tumore, durante la stessa procedura chirurgica. La scelta del tipo di lembo da utilizzare dipende dalla sede della regione da ricostruire, dalle dimensioni del difetto chirurgico e dal tipo di tessuto che deve essere sostituito.
Il setto nasale è la parete interna al naso costituita da osso e cartilagine rivestiti da mucosa che divide il naso in due cavità separate. La deviazione del setto nasale si verifica quando il setto è deviato verso una delle due cavità. All’origine della deviazione ci può essere un trauma, oppure può anche essere presente dalla nascita. La deviazione del setto causa un passaggio di aria minore dalla cavità nasale interessata. In alcuni pazienti questa variazione non viene percepita, mentre in altri può essere la causa di ostruzione respiratoria nasale. Ad essa possono associarsi sintomi quali: congestione nasale, rinorrea anteriore (naso che cola), rinorrea posteriore (sensazione di scolo di muco in gola) e dolori facciali. In questi pazienti la procedura chirurgica di settoplastica può essere risolutiva, perché consente di riportare il setto nasale in asse, permettendo in tal modo un miglior flusso di aria in entrambe le fosse nasali.
Per chirurgia della tiroide si intende l’asportazione totale della ghiandola, cioè la tiroidectomia totale, oppure la rimozione di una metà della ghiandola, cioè la loboistmectomia o emitiroidectomia.
Il trattamento chirurgico consiste nell’asportazione della totalità della ghiandola o della sua metà mediante un’incisione a livello della base anteriore del collo qualora si esegua mediante la tecnica tradizionale. In casi selezionati sono possibili anche approcci attraverso l’ascella o la bocca.
La chirurgia delle ghiandole salivari è indicata nel trattamento delle neoplasie benigne o maligne delle ghiandole salivari, oltre che nel trattamento di patologie flogistiche recidivanti e nella litiasi salivare.
La ghiandola parotide si trova nella loggia parotidea, una regione laterale del collo, che si trova al di sotto del padiglione auricolare, dietro al ramo della mandibola e al davanti del muscolo sternocleidomastoideo. La parotide è divisa in una porzione superficiale e una profonda in rapporto al nervo facciale, che la attraversa dividendosi nei suoi due rami principali (temporo-facciale e cervico-facciale) che si distribuiscono alla muscolatura mimica del volto. Nella loggia parotidea si trova inoltre il nervo auricolo-temporale, che attraversa la parte superiore della ghiandola e trasporta fibre secretorie e sensitive per la stessa.
La microlaringoscopia diretta endoscopica rientra nell’ambito della chirurgia mini-invasiva otorinolaringoiatrica e viene impiegata principalmente nel trattamento della regione sovraglottica o glottica della laringe. Le patologie trattate comprendono:
La chirurgia dei tumori del distretto testa-collo comprende il trattamento chirurgico di neoplasie di: cavo orale, orofaringe, naso e dei seni paranasali, rinofaringe, ghiandole salivari maggiori e minori, laringe ed ipofaringe, cute, tiroide e paratiroidi. Dopo aver ottenuto una diagnosi, solitamente mediante agoaspirato o biopsia, tutti i casi sono discussi in un consulto multidisciplinare (Tumor Board) alla presenza di specialisti radiologi, anatomopatologi, radioterapisti, oncologi, medici nucleari.